Dott.ssa GIULIA DEL RE
Dott. FRANCESCO RIDOLFI

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Indirizzo: Via Cairoli 11
Campo di Marte, Firenze

 

CENTRO DI PSICOTERAPIA CAMPO DI MARTE FIRENZE

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SUPERVISIONE PER GRUPPI DI INSEGNANTI

 

DOTT. RIDOLFI FRANCESCO

PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA

 

Iscritto all’Albo degli Psicologi della Toscana

 

 

 

 

Il lavoro in ambito scolastico comporta affrontare momenti difficili sia sul piano pratico sia su quello emotivo. La supervisione è un momento in cui si riflette su cosa si sta facendo, promuovendo una meta-riflessione sulle emozioni ed i vissuti legati al lavoro. È un momento che permette di condividere, tra colleghi, il percorso di docenza. 
La supervisione permette di riflettere promuovendo il confronto tra colleghi guidati da un professionista per mantenere un adeguato livello motivazionale e prevenire fenomeni di burn-out.

La relazione di supervisione costituisce uno spazio “terzo” di osservazione, dal quale è possibile porsi contemporaneamente dentro la relazione per viverla e fuori per osservarla, riflettere e continuare a ipotizzare. La supervisione ha così lo scopo di favorire la lettura psico-pedagogica dei fatti educativi e delle dinamiche relazionali.

È un particolare tipo di aiuto/sostegno personale, professionale ed emotivo che si sviluppa all’interno di una relazione professionale ben definita nella modalità e negli obiettivi tra il supervisore e più persone che per diversi motivi chiedono e usufruiscono delle competenze e dell’esperienza del supervisore.

La supervisione è uno spazio di condivisione e di elaborazione, e mira al benessere psicofisico delle persone e alla riduzione dei fattori stressanti: in ambiti professionali basati sulla continua vicinanza con altre persone che dipendono dal nostro operato è considerata una necessità etica e deontologica.

 

 

 

Nel concreto negli incontri di supervisione si affrontano:

·       Focus sui casi (a scuola sui singoli studenti): esplorazione ed elaborazione di questioni lavorative critiche e in sospeso

·       Questioni professionali: possono riguardare aspetti etico-deontologici, il sé professionale, la formazione in itinere, i dubbi e le incertezze, la prevenzione e la gestione dello stress e del burn-out

·       Questioni personali: come mi sento in questo periodo, le mie difficoltà che porto al lavoro, disagi personali che possono influenzare la performance professionale; rapporti all’interno del tea

 

Obiettivi generali:

·       Monitoraggio nel percorso di supervisione in gruppo dove si segue nel tempo l’andamento del lavoro di gruppo e della performance del singolo rispetto alle capacità di accogliere, di ascoltare, di comunicare, di collaborare, di gestire fattori stressanti etc.

·       Garantire supporto professionale portando una visione positiva, costruttiva e incoraggiante supportando empaticamente le persone

·       Favorire maggiore consapevolezza e fiducia

·       Gestire costruttivamente i punti critici e i conflitti inerenti aree come i limiti, gli aspetti etici nel rapporto con sè stessi e con gli altri

·       Potenziare le competenze relazionali (empowerment e auto efficacia)

·       Promuovere una maggiore definizione del sé professionale

·       Ridurre lo stress e prevenire il burn out

·       Migliorare il benessere psicofisico

·       Apprendere micro abilità relazionali e di strategie alternative

·       Sviluppare e migliorare il lavoro del team

·       Aumentare della proattività e del senso di responsabilizzazione

 

 

 

Obiettivi specifici:

·       Parlare di casi specifici

·       Discutere situazioni problematiche, vissuti e blocchi che ostacolano lo svolgimento del lavoro professionale

·       Intervenire in questioni organizzative di equipe

·       Rendersi consapevoli dei propri vissuti emotivi

TEAM-BUILDING E SUPERVISIONE PER OPERATORI E OPERATRICI SOCIALI

 

DOTT. RIDOLFI FRANCESCO

PSICOLOGO-PSCOTERAPEUTA

 

Iscritto all’Albo degli Psicologi della Toscana

 

 

 

L’utilizzo del teatro come metodologia formativa e di supervisione in gruppo risponde all’esigenza di lavorare “esperienzialmente” su una tematica per poterla elaborare, comprendere ed affrontare collettivamente, contribuendo inoltre all’avvicinamento del gruppo e dei singoli componenti, ponendo in modo più chiaro gli obiettivi raggiungibili (e i limiti) del gruppo, definendosi in tal modo un vero e proprio team-building.


Il laboratorio, sia esso formazione, supervisione o team-building, permette di sperimentare direttamente diverse tecniche, acquisendo competenze relazionali sia dirette (lavoro all’interno del gruppo e sul gruppo), sia indirette (lavoro sulle tematiche professionali dei partecipanti).
Il laboratorio propone uno spazio nel quale verranno esplorati i vissuti, le difficoltà e le possibili strategie utili nelle situazioni conflittuali, attraverso strumenti che appartengono al metodo del Teatro dell’Oppresso, al teatro sociale integrate con tecniche psicologiche e psicoterapeutiche.

Il laboratorio punta a stimolare nei partecipanti lo sviluppo di competenze interpretative e comunicative, utili ad affrontare situazioni difficili sul piano relazionale, non attraverso la trasmissione di informazioni teoriche, ma attraverso lo scambio e la condivisione di esperienze e sensazioni vissute, e la ricerca collettiva di soluzioni adeguate.

 

All’interno del laboratorio in particolare verranno utilizzati:

·        Tecniche di sensibilizzazione ed ascolto del proprio corpo per sciogliere le nostre rigidità corporee e percettive;

·        Giochi e attività finalizzate ad approfondire la relazione, favorire la coesione del gruppo, l’ascolto di sé in rapporto all’altro, la fiducia e il rispetto del contesto;

·        La drammatizzazione di situazioni critiche per sviluppare capacità di analisi e visione prospettica di un problema, con particolare riferimento alle tematiche lavorative quotidiane;

·        Strumenti propri della metodologia teatrale indirizzati a promuovere la sperimentazione di altri linguaggi e possibilità comunicative verbali e non verbali;

·        Strumenti di psicoterapia di gruppo per elaborare vissuti non funzionali agli obiettivi;

·        Cerchi-forum di discussione.

 

Gli obiettivi generali:

1.      Formazione del gruppo, fiducia, ascolto attivo ed empatico;

2.      Condivisione e analisi delle difficoltà lavorative e confronto con l’utilizzo di esercizi teatrali;

3.      Simulate dei contesti lavorativi;

4.      buone pratiche per la costruzione di una relazione proficua;

5.      modalità di relazione tra operatori e utenti e fronteggiamento di potenziali situazione di conflittualità all’interno delle strutture di accoglienza;

6.      Analisi dei singoli casi.

 

Specificità della supervisione a cadenza quindicinale e\o mensile

 

Il lavoro in ambito sociale e sanitario comporta affrontare momenti difficili sia sul piano pratico sia su quello emotivo. La supervisione è un momento in cui si riflette su cosa si sta facendo, promuovendo una meta-riflessione sulle emozioni ed i vissuti legati al lavoro. È un momento che permette di condividere, tra colleghi, il percorso di aiuto.

La supervisione permette di riflettere su come intervenire, promuovendo un certo grado di autonomia presso gli operatori per mantenere un adeguato livello motivazionale e prevenire fenomeni di burn-out.

La relazione di supervisione costituisce uno spazio “terzo” di osservazione, dal quale è possibile porsi contemporaneamente dentro la relazione per viverla e fuori per osservarla, riflettere e continuare a ipotizzare. La supervisione ha così lo scopo di favorire la lettura psico-pedagogica dei fatti educativi e delle dinamiche relazionali.

È un particolare tipo di aiuto/sostegno personale, professionale ed emotivo che si sviluppa all’interno di una relazione professionale ben definita nella modalità e negli obiettivi tra il supervisore e più persone che per diversi motivi chiedono e usufruiscono delle competenze e dell’esperienza del supervisore.

La supervisione è uno spazio di condivisione e di elaborazione, e mira al benessere psicofisico delle persone e alla riduzione dei fattori stressanti: in ambiti professionali basati sulla qualità delle relazioni di aiuto è considerata una necessità etica e deontologica.

Alcuni dei principali elementi della supervisione riguardano:

·        La focalizzazione dell’intervento sulla persona singola e sul gruppo/team collocati nel contesto specifico di lavoro;

·        L’attenzione ai fatti concreti quotidiani relazionali portati dagli operatori in supervisione (problematiche tra operatori, tra operatore e utente, tra operatore e direzione);

·        Il lavoro sulle decisioni da prendere, sui principali fattori stressanti, sulle risorse del gruppo;

·        Il focus sulla definizione di ruoli e compiti e sulla condivisione e il raggiungimento di

·        Obiettivi e sotto-obiettivi.

Nel concreto negli incontri di supervisione si affrontano:

·        Focus sui casi: esplorazione ed elaborazione di questioni lavorative critiche e in sospeso;

·        Questioni professionali: possono riguardare aspetti etico-deontologici, il sé professionale, la formazione in itinere, i dubbi e le incertezze, la prevenzione e la gestione dello stress e del burn-out;

·        Questioni personali: come mi sento in questo periodo, le mie difficoltà che porto al lavoro, disagi personali che possono influenzare la performance professionale; rapporti all’interno del team.

 

 

 

Obiettivi generali:

·        Monitoraggio nel percorso di supervisione in gruppo dove si segue nel tempo l’andamento del lavoro di gruppo e della performance del singolo rispetto alle capacità di accogliere, di ascoltare, di comunicare, di collaborare, di gestire fattori stressanti etc.;

·        Garantire supporto professionale portando una visione positiva, costruttiva e incoraggiante supportando empaticamente le persone;

·        Favorire maggiore consapevolezza e fiducia;

·        Gestire costruttivamente i punti critici e i conflitti inerenti aree come i limiti, gli aspetti etici, nel rapporto con sé stessi e con gli altri;

·        Potenziare le competenze relazionali (empowerment e auto efficacia);

·        Promuovere una maggiore definizione del sé professionale;

·        Ridurre lo stress e prevenire il burn-out;

·        Migliorare il benessere psicofisico;

·        Apprendere micro abilità relazionali e di strategie alternative;

·        Sviluppare e migliorare il lavoro del team;

·        Aumentare della proattività e del senso di responsabilizzazione.